Il baule sacro

Ripasso mentalmente le sporadiche conversazioni con le poche persone con cui interagisco come se rileggessi vecchi appunti conservati con zelo dentro un baule. Le riassaporo con cura, concedendo alle papille gustative della mia memoria un vero banchetto. A volte mi saltano in mente risposte che considero precise, idee brillanti che purtroppo arrivano sempre in ritardo. Questo mi porta a pensare che le conversazioni reali, nonostante la loro fecondità, siano soltanto schizzi di idee forse non più profonde ma certo più raffinate che finiamo, che perfezioniamo da soli. E poi, cos’è la storia del pensiero umano se non un tentativo – a volte patetico, altre volte eroico – di tirare fuori un po’ d’ordine da quel manoscritto imperfetto, da questo palinsesto chiamato realtà?

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I vantaggi relativi della povertà

Rispetto a qualche decennio fa, il fenomeno è in aumento. Fra le ragioni ci sono le nostre case sempre meglio isolate. “In confronto alle abitazioni contadine di cinquant’anni fa, piene di spifferi, gli infissi di oggi sono più pericolosi, per quanto riguarda le intossicazioni” prosegue Santarella.

Il frammento precedente l’ho preso da un articolo giornalistico che parla sulla pericolosità del monossido di carbonio. Io stesso abito una di quelle case contadine di cinquant’anni fa piena di spifferi, e mi riscaldo con una antica stufa a legna. Anche se ho in mente rinnovare gli infissi, e anche la stufa, per ora non dovrò preoccuparmi: i rischi di morire intossicato sono minimi.

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L’articolo completo potete leggerlo qui:

http://www.repubblica.it/salute/2018/01/02/news/quel_killer_perfetto_che_uccide_senza_avvertire-185672673/

Il primo trapianto

Trapiantare la prima pianta, la prima pianta che è stata coltivata in un vaso disposto sul davanzale della finestra, che di giorno portavo fuori a prendere il sole e di sera riportavo dentro, collocandola di nuovo, delicatamente, sul davanzale (la sua culla, potrei persino dire); trapiantare la prima pianta, dicevo, è qualcosa di molto simile a quella mescolanza di tristezza e preoccupazione di un padre quando la sua primogenita dorme per la prima volta lontana da casa.